Gelato bio? Ecco perché acquistarlo!

Biologico è sinonimo di buono, ancor prima che di sano o sicuro, nel gelato così come in ogni aspetto dell’alimentazione. Ma come distinguere un gelato biologico da quello “normale”? Dall’uso di ingredienti freschi, ovviamente, ma non solo: il latte, la panna, la frutta e tutti gli altri ingredienti devono provenire da agricolture biologiche. Certificate, naturalmente. La differenza rispetto al gelato normale, infatti, sta nelle materie prime, mentre il processo di produzione rimane lo stesso di quello tradizionale. Resta comunque il fatto che il prodotto finale dev’essere certificato da un organismo riconosciuto.

La ricerca del biologico sta avendo un forte riscontro in Italia, patria del movimento Slow Food e dove da sempre vi è una notevole attenzione nei dettagli in campo alimentare. Dal 2011 il consumo di prodotti biologici è cresciuto in tutte le aree geografiche italiane: in particolare, hanno avuto la maggiore impennata  i prodotti caseari (+16,2%), le uova (+21,4%) e gli snack sia dolci che salati, tutti in aumento almeno del 16%.

Ogni prodotto proveniente da agricoltura biologica dev’essere sottoposto a diversi controlli obbligatori previsti dalla normativa italiana ed europea, cosa che induce nella psicologia del consumatore una predisposizione senza pregiudizi verso il mondo “bio”. Seguendo questo trend di mercato, molte aziende produttrici di preparati per il gelato artigianale si sono adeguate mettendo in commercio prodotti certificati, così da soddisfare le esigenze di quei gelatieri che vogliono intraprendere la strada del biologico.

Il consumatore attento alla provenienza di ciò che mangia è maggiormente incline a frequentare gelaterie artigianali, rispetto all’acquisto di gelato industriale, al supermercato così come al bar. Inoltre, la vendita di prodotti bio è sempre in crescita, nonostante il contesto economico generale non sia ancor oggi particolarmente favorevole. Senza contare il fatto che chi compra bio, lo fa in ogni momento dell’anno, ricercando sempre gli alimenti di stagione.

Ma è bene ricordare che il termine ‘gelato biologico’ si riferisce anche al metodo di produzione di ogni singolo ingrediente, e non solo alla sua origine. La garanzia di utilizzo di un prodotto certificato viene fornita dall’etichetta, obbligatoria sia nel caso di un articolo fresco che in caso di uno lavorato: deve quindi essere presente l’espressione “prodotto da agricoltura biologica”, non semplicemente “prodotto biologico”. Per ottenere questa certificazione di qualità, il prodotto deve avere almeno il 95% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica.

Bio diventa quindi sinonimo di qualità: questa certificazione, nel settore alimentare così come in quello industriale, risulta essere per il consumatore una garanzia rispetto ad un processo produttivo controllato, e per estensione diventa anche un potente mezzo di comunicazione con il pubblico. Inoltre, un prodotto biologico viene considerato attento al sociale, e quindi anche più etico. Insomma, nei valori fondamentali che circondano il mondo bio si unisce ad una maggiore qualità della materia prima il rispetto della natura e la sicurezza del prodotto.

Naturalmente, un buon metodo per tenere sotto controllo l’origine degli alimenti utilizzati è quello di produrseli in casa: se possedere una fattoria è inevitabilmente non alla portata di tutti, non è comunque così difficile produrre in casa un buon gelato artigianale, genuino e a km0. Latte e panna freschi, così come cioccolato, cacao, caffè, tutti certificati bio, oggigiorno sono facilmente reperibili attraverso la grande distribuzione. Non bisogna dimenticare, poi, che un “gelato biodinamico” segue l’andamento delle stagioni: in primavera e in estate si può utilizzare frutta fresca, come anguria, fragole e frutti di bosco, mentre in autunno ci si può orientare verso castagne e agrumi.

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