La focaccia dei poveri: la pinsa romana fa scalpore in Italia

Pinsa romana

Definirla semplicemente pizza sarebbe un errore: la pinsa romana è molto di più. Si tratta di una friabile focaccia leggera e dietetica che, con le sue origini secolari, ha conquistato il palato degli italiani e di tutti i turisti internazionali.

La forma della pinsa e l’impasto

Una delle prime caratteristiche di questa focaccia è data falla forma, che è ovale e allungata. Tuttavia la cosa speciale della pinsa è data dall’impasto leggero, soffice ma al contempo croccante, altamente digeribile, che prende tutti per la gola.

Complice di questa sua consistenza è la tempistica di lievitazione, che va oltre le 24 ore insieme ad un alto tasso di idratazione. Proprio il contenuto modico di acqua dà leggerezza alla pasta della pinsa.

Questa pasta soffice si ottiene utilizzando una varietà di farine tra cui anche frumento, miglio, orzo e farro. Si tratta di cereali “poveri” che sono tipici della tradizione contadina. Inoltre, per dare maggiore essenza e profumo all’impasto, vengono aggiunte le erbe aromatiche. Ad oggi ci sono molti produttori che si occupano di creare sacchetti di farine miste per la realizzazione della pinsa romana. In questi mix spesso mancano i cereali “antichi” sostituiti da altri ingredienti che non alterano la tradizione.

Come si condiscono le pinse

Per quanto l’impasto sia il perno principale della pinsa, comunque non è tutto, in quanto essa va insaporita. La focaccia può essere gustata condendola con olio e sale semplicemente, così da diventare un surrogato per pane, ma ci sono tanti altri modi per insaporirla. Non a caso nelle più rinomate pinserie di Roma, ovvero in quei tipici locali produttori di pinsa romana a Guidonia e non solo, sono disponibili sempre più varianti e gusti, come ad esempio avviene per la pizza. Si possono trovare gusti ideali per i vegetariani, o anche quelli con i salumi, per poi giungere a quella che può essere la pinsa gourmet.

Se ne trovano dunque di diverse varianti, in grado di soddisfare i palati più fini. Non a caso i turisti ormai quando arrivano a Roma vogliono provare almeno una volta questa prelibatezza che se un tempo rappresentava il cibo dei plebei, oggi invece arricchisce la cultura capitolina.

La celebrazione della pinsa

È così importante la pinsa per i romani, che da qualche anno a questa parte si sta provando a ridare onore a questo piatto della tradizione capitolina. Motivo per cui a partire dal 2001 Corrado Di Marco, “tecnico pizzaiolo”, ha dato il via ad una vera e propria formazione di professionisti esperti (come accade per i pizzaioli), i quali si  servono del suo impasto o addirittura della farina da lui prodotto. In questo modo questi 5 mila aspiranti pinsaioli tentano di ottenere la garanzia dell’ufficialità del marchio Pinsa e AK contempo anche la possibilità di usare ufficialmente il termine “pinseria” sull’insegna del locale.

Addirittura pare che sia nato addirittura un Albo dei pinsaioli e un’Associazione Originale Pinsa Romana, che viene previamente regolata dalla presenza di uno statuto e di un regolamento. Volendo riassumere il contenuto di ambedue i documenti, pare che lo statuto e il regolamento dell’associazione hanno lo scopo di tutelare “l’originalità del marchio sociale”, senza perseguire i fini di lucro.

Stando ancora al contenuto del regolamento, il protocollo dell’associazione consente anche l’uso della “Farina Pinsa Romana expert”. Questo vuol dire che impastare la pinsa con la farina a marchio è condizione strettamente necessaria affinché il pinsaiolo possa ottenere la focaccia in oggetto.

Alla luce di quanto, dunque, è evidente l’importanza che la pinsa abbia assunto e assumerà ancora in futuro, fino a superare i limiti dei confini territoriali. Il mondo intero ama gustare le prelibatezze gastronomiche italiane, e la focaccia romana non ne è esclusa. Che sia semplice o guarnita, il buon gusto è dietro l’angolo.

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