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Un fumatore su 4 da 15 anni in su, il 20 % prima dei 13 anni

Carucci (British American Tobacco): “In crescita il contrabbando”

Sono tredici milioni i fumatori, uno su 4 della popolazione dai 15 anni in su, con un aumento del 3% rispetto all’anno scorso, il cui 40% ha avuto il primo contatto prima dei 17 anni e ben il 20% addirittura prima dei 13 anni. E il 35% dei giovani tra 12 e 14 anni non ha neanche la percezione del rischio.

“I morti riconducibili al consumo di tabacco rappresentano praticamente un bollettino di guerra, dagli enormi costi sociali” ha sottolineato la Senatrice Laura Bianconi (Pdl), durante la tavola rotonda organizzata in collaborazione con British American Tobacco al Festival della Salute in corso a Viareggio.

Elaborare una politica condivisa per contrastare il fumo minorile in vista del disegno di legge attualmente in discussione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, questo l’obiettivo del dibattito che riuniva attorno allo stesso tavolo, oltre alla Senatrice Bianconi, Adriana Bizzarri, Responsabile scuola di Cittadinanzattiva, Giovanni Carucci, Vicepresidente di British American Tobacco Italia, Maria Grazia Corradini, del Ministero dell’Istruzione, Andrea Sergio Fantoma, Capo Dipartimento del Ministero della Gioventù e Giovanni Risso, Presidente della Federazione Italiana Tabaccai. Vale a dire praticamente tutte le voci in capitolo, portatrici di interessi in materia.

Due le parole d’ordine emerse: prevenzione e formazione. Aggiornate continuamente attraverso un monitoraggio delle iniziative e dei risultati.

“Si tratta di strategie a lungo termine – spiega Maria Grazia Corradini – che trovano nella scuola il luogo d’elezione e vanno cominciate in età precoce, fin dalle elementari”.

Iniziative di prevenzione che dovranno essere interministeriali, concordano gli interlocutori, e coinvolgere associazioni giovanili, sportive in particolar modo, ma anche gli stessi tabaccai. “Anche attraverso l’introduzione di una formazione obbligatoria per ottenere la licenza – propone Giovanni Risso – così da responsabilizzare la categoria”.

Anche la multinazionale British American Tobacco Italia scende in campo per contrastare il fumo minorile. “Abbiamo scelto di non comunicare con i giovani al di sotto dei 18 anni – afferma Giovanni Carucci – ma possiamo fare di più in ambito di responsabilità sociale, attraverso due filoni di attività. Prima di tutto rivolgendoci ai genitori fumatori, attraverso una sorta di decalogo di comportamento che potremmo diffondere anche in collaborazione con i tabaccai. E poi facendo prevenzione nei confronti delle donne fumatrici in gravidanza, da realizzare in collaborazione con le più rappresentative organizzazioni di genitori”.

“Ma stiamo attenti a introdurre misure troppo vessatorie, come l’aumento della fiscalità - sottolinea ancora Carucci, citando l’esempio dell’Inghilterra, dove il contrabbando è giunto a quota 20% del commercio di sigarette – che potrebbero aggravare la situazione anziché migliorarla”. In Italia, infatti, a fronte di un aumento dei fumatori, si è registrato un calo del consumo legale, segnalando una ripresa del commercio illegale. Che prende adesso anche la strada del web.
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