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Prevenzione, mancano risorse e informazione

Mogol: “In Italia la comunicazione medica funziona poco”

Viareggio, 27 settembre 2009 - Fra i buchi neri della sanità italiana c’è quello della prevenzione. Nonostante la consapevolezza crescente dell’efficacia di prevenire sempre più le malattie, l’investimento sanitario è molto basso. Ma oltre ad un problema finanziario è anche culturale: in Italia la medicina è quasi esclusivamente terapeutica e curativa. “Con una buona prevenzione si ridurrebbe il numero dei decessi per malattia. Ad esempio, si è visto che con la prevenzione secondaria, quella degli screening, le mortalità intra-ospedaliere per infarto è del 10%. Il problema drammatico è che mancano i finanziamenti: solo il 5% viene destinato alla prevenzione. In pratica sono 5 miliardi l’anno per tutte le regioni d’Italia”, ha detto Lorenzo Sommella, Direttore sanitario dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma, al Festival della Salute di Viareggio.
“Il problema delle risorse da destinare alla prevenzione non è secondario – ha ribadito Maurizio Rosi, Assessore alla Sanità della Regione Umbria –. Il Governo e il Viceministro Fazio hanno fatto una proposta inaccettabile: la diminuzione dello 0.2 del Fondo Sanitario. Si deve capire che il problema sanitario non è un problema economico, in questo modo la prevenzione è la prima a farne le spese”. Al dibattuto anche il famoso paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol. “In Italia la comunicazione medica funziona poco – ha detto Mogol -, anche in questo caso il problema riguarda le poche risorse e la scarsa attenzione che le vengono dedicate”.
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